Mirco Miotto
Nato il 26 marzo 1964 Mirco ha sempre pensato alle moto ed alle gare. Ora la sua sfida si chiama “DAKAR “.
Le competizioni fanno parte della sua vita da più di 15 anni e dopo un inizio come endurista si è innamorato dei motorally e delle corse nel deserto. E’ stabilmente uno dei piloti italiani della “ DAKAR “ e gareggia da privato con la grinta e la determinazione di un pilota ufficiale, questo senza trascurare il campionato italiano motorally dove con il team NSM è sempre protagonista.
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LE VERITA’ NASCOSTE DELLA DAKAR 2009 ARGENTINA CHILE
Chi mi conosce sa che non sono una persona polemica, ma mi vedo costretto, mio malgrado, a raccontare come sono andate veramente le cose, mosso dal rispetto che nutro verso tutti i piloti, gli appassionati di questa meravigliosa gara e verso me stesso.
Sono costretto a farlo anche per la scarsa presenza sul posto dei giornalisti del settore, che, purtroppo, hanno scritto quasi esclusivamente di piloti che hanno finito quest’estenuante maratona motociclistica grazie all’aiuto dell’organizzazione.
Come tutti gli appassionati sanno, la Dakar è fatta di prove speciali cronometrate, alternate a trasferimenti obbligati che tutti i partecipanti devono percorrere integralmente.
In quest’edizione suddette basilari regole non sono state rispettate, in quanto a molti piloti è stato concesso di terminare alcune tappe con dei tragitti alternativi addirittura attraverso strade asfaltate.
Ad esempio Ghitti, che dopo essere arrivato al bivacco a bordo di un’auto e dopo aver mandato l’assistenza a recuperargli la moto, ha continuato comodamente attraverso una “normale” strada asfaltata, saltando praticamente 2 tappe.
Una situazione molto diversa rispetto a Mercandelli e Ronconi, che arrivati a notte fonda, sono ripartiti poco dopo per poter rimanere in gara; o rispetto a Zago che addirittura è arrivato la mattina seguente, e anche lui, incarnando il vero significato di questa massacrante competizione, ha ripreso la marcia praticamente senza riposare.
La Dakar è sacrificio: fisico e psicologico per quanto riguarda i partecipanti, meccanico per quanto riguarda i mezzi: non e’ una vacanza premio!!!!!!
Chi racconta la Dakar dovrebbe partire da questi presupposti e quindi dare i giusti meriti e il giusto spazio a chi la gara l’ha fatta completando tutte le sue parti, come da regolamento.
Io non sono arrivato alla fine avendo avuto un incidente a 70 km dal termine dell’ultima tappa, ma sò dentro di me di aver rispettato lo spirito e le regole che tanto mi fanno amare questa competizione e che la rendono unica nel suo genere.
Vorrei concludere ringraziando la mia famiglia e tutte le persone che mi hanno sostenuto, tutti i “dakariani”che rispettando i principi di questa meravigliosa avventura, hanno capito chi veramente meritava di essere messo in evidenza. Inoltre vorrei ringraziare i ragazzi dell’assistenza Michele Zamattia e Fernando Prades, Lele Mei e Betty Caracciolo del sito HYPERLINK “http://www.quellidelladakar.it” www.quellidelladakar.it; i ragazzi del mio Team NSM RACING TEAM, Max e suoi malati d’Africa del Tennerside, e naturalmente coloro che mi hanno permesso di partecipare per la quarta volta all’ennesimo sogno diventato realtà!
A presto,
Mirco Miotto



Simone Celante
Mirco e’ un esempio della sportivita’ e della passione per l’off road.
Simone C.